TY  -  JOUR
AU  -  Brunelleschi, Sandra
T1  -  Immune response and auto-immune diseases: gender does matter and makes the difference
PY  -  2016
Y1  -  2016-01-01
DO  -  10.1723/2288.24604
JO  -  The Italian Journal of Gender-Specific Medicine
JA  -  Ital J Gender-Specific Med
VL  -  2
IS  -  1
SP  -  5
EP  -  14
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2612-3487
Y2  -  2026/05/14
UR  -  http://dx.doi.org/10.1723/2288.24604
N2  -  Le donne producono una più intensa risposta immunitaria e ciò contribuisce a spiegare perché le donne vivano più a lungo degli uomini; tuttavia, questa aumentata reattività immunitaria predispone le donne a un aumentato rischio di sviluppare malattie autoimmuni (AID). Infatti, nelle AID, c’è una chiara predominanza del genere femminile e circa il 65% di tutti i pazienti sono donne. Tra i fattori implicati quali responsabili di questo bias di genere, gli ormoni sessuali sono sicuramente i più studiati. Gli steroidi sessuali modulano sia il fenotipo che la funzionalità delle cellule immunitarie interagendo con specifici recettori, che sono espressi nelle varie popolazioni cellulari. In linea generale, gli estrogeni potenziano le risposte immuni, mentre il progesterone e il testosterone possono esercitare un effetto di immunosoppressione; tuttavia, i meccanismi coinvolti in questo complesso scenario non sono ancora completamente identificati. Oltre agli ormoni sessuali, altri fattori (quali, ad es., alcuni determinanti genetici e ambientali, l’attività delle cellule della risposta immunitaria, il microchimerismo fetale, l’inattivazione del cromosoma X e le anomalie cromosomiali) possono giocare un ruolo chiave nello sviluppo delle malattie autoimmuni e nel determinare il bias di genere, anche se il loro peso non è ancora completamente apprezzato. Questa review cercherà di descrivere in maniera critica i più importanti elementi che sottendono la predominanza femminile nelle malattie autoimmuni.
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