TY  -  JOUR
AU  -  Bongioanni, Sergio
AU  -  De Rosa, Catia
AU  -  Cortese, Martina
AU  -  Mabritto, Barbara
AU  -  Pizzuti, Alfredo
AU  -  Luceri, Stefania
AU  -  Forni, Tommaso
AU  -  Pasquino, Massimo
AU  -  Conte, Maria Rosa
T1  -  Gender-related differences in hypertrophic cardiomyopathy: 
30 years of experience in an Italian center
PY  -  2016
Y1  -  2016-10-01
DO  -  10.1723/2696.27568
JO  -  The Italian Journal of Gender-Specific Medicine
JA  -  Ital J Gender-Specific Med
VL  -  2
IS  -  4
SP  -  146
EP  -  153
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2612-3487
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1723/2696.27568
N2  -  Introduzione. La cardiomiopatia ipertrofica (CMI) è una malattia genetica caratterizzata da un’espressione clinica e una prognosi estremamente eterogenee. L’obiettivo del nostro studio è dimostrare l’esistenza di differenze di genere in pazienti con CMI e comprenderne la possibile influenza sul trattamento e l’outcome. Metodi. Sono stati considerati retrospettivamente i dati relativi a pazienti affetti seguiti presso il nostro centro di riferimento per la CMI a Torino, dal 1983 al 2015. Risultati. Sono stati arruolati 573 pazienti, di cui 352 (61%) maschi e 221 (39%) femmine. Alla prima valutazione è emerso che le donne erano più anziane e più sintomatiche rispetto agli uomini (età in anni 57 ± 19 vs 50 ± 10, p <0.001; classe NYHA 1.59 ± 0.66 vs 1.36 ± 0.55, p <0.001) e con maggior frequenza presentavano la forma ostruttiva della patologia (47% vs 39%, p = 0.045). Durante il follow-up, i maschi sono stati maggiormente sottoposti alla risonanza magnetica nucleare cardiaca e al test ergometrico [175 (57%) vs 82 (43%), p = 0.002; 237 (78%) vs 106 (56%), p <0.0001]. Per quanto concerne il trattamento farmacologico e invasivo, non abbiamo riscontrato differenze di genere. La mortalità è stata maggiore tra le donne rispetto agli uomini (17% vs 10%, p = 0.037). Le principali cause di morte correlate a CMI sono risultate la morte cardiaca improvvisa tra i maschi e lo scompenso cardiaco tra le femmine. La classe funzionale NYHA >1, la presenza di fibrillazione atriale e la forma ostruttiva della patologia alla prima valutazione sono risultati predittori di mortalità, mentre il sesso non è risultato significativo. Discussione. La CMI, una malattia autosomica dominante, ha una prevalenza maggiore nel sesso maschile. Le donne sono più anziane, più sintomatiche e hanno una maggior mortalità CMI-correlata. Molti fattori, tra cui una differente espressione fenotipica, l’influenza dell’assetto ormonale sull’ipertrofia miocardica e una maggior attenzione verso le patologie cardiovascolari tra i maschi potrebbero avere un ruolo nel determinare tali differenze. La consapevolezza dell’esistenza di differenze di genere è fondamentale per trattare le pazienti e i pazienti affetti dalla patologia.
ER  -   
