TY  -  JOUR
AU  -  Majolino, Ignazio
AU  -  Canesi, Marta
T1  -  A capacity-building project for the establishment of a hematopoietic stem cell transplant (HSCT) center at the Hiwa Cancer Hospital (HCH), Sulaymaniyah, Iraqi Kurdistan: A look inside professional barriers and gender issues
PY  -  2017
Y1  -  2017-04-01
DO  -  10.1723/2836.28631
JO  -  The Italian Journal of Gender-Specific Medicine
JA  -  Ital J Gender-Specific Med
VL  -  3
IS  -  2
SP  -  47
EP  -  54
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2612-3487
Y2  -  2026/05/18
UR  -  http://dx.doi.org/10.1723/2836.28631
N2  -  Un team italiano ha sviluppato un progetto di capacity building nel Kurdistan iracheno fin dal 2015, per creare un centro per il trapianto di cellule staminali ematopoietiche presso l’Hiwa Cancer Hospital, a Sulaymaniyah. Il progetto è stato sostenuto dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Questo approccio è stato un successo grazie alla collaborazione volontaria di molte persone esperte nei campi dell’emato-oncologia pediatrica e per gli adulti, della medicina trasfusionale, dell’aferesi, delle malattie infettive, nel nursing, nella manipolazione cellulare, della biologia molecolare e della biofisica, provenienti da molte istituzioni italiane. Nel giugno del 2016 è stato eseguito con successo un primo intervento di trapianto autologo. Successivamente sono stati eseguiti molti altri trapianti autologhi per diverse patologie. Tre mesi dopo una paziente con beta-talassemia è stata sottoposta a allotrapianto dalla sorella con HLA identico, aprendo la strada ai trapianti per disturbi maligni come la leucemia acuta. Finora, il team ha eseguito 29 trapianti autologhi e 7 allogenici, ed è rimasto l’unico, nella regione, a eseguire questa procedura. Il progetto si sta ora evolvendo con una estesa rivalutazione clinica e di laboratorio in ematologia e oncoematologia pediatrica. Oltre agli aspetti tecnici e medici, qui analizziamo i principali ostacoli incontrati con professioniste e professionisti del posto, dovute a (rare) barriere linguistiche oppure a tradizioni e stili di vita diversi: gli ostacoli più critici sono stati l’assistenza diretta delle/dei pazienti, la rotazione del personale infermieristico, l’uso di vestiti e uniformi appropriati, le regole per il ricovero e le interazioni tra i membri dello staff. Sono emerse anche problematiche relative alle prospettive delle persone ricoverate. L’approccio del capacity building con training sul posto sembra essere più efficace dei metodi tradizionali, e le attuali limitazioni nelle politiche dell’immigrazione incoraggiano ulteriormente tale approccio.
ER  -   
