TY  -  JOUR
AU  -  Migliore, Lucia
AU  -  Nicolì, Vanessa
T1  -  Epigenetics and gender-specific medicine
PY  -  2018
Y1  -  2018-01-01
DO  -  10.1723/2968.29764
JO  -  The Italian Journal of Gender-Specific Medicine
JA  -  Ital J Gender-Specific Med
VL  -  4
IS  -  1
SP  -  3
EP  -  12
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2612-3487
Y2  -  2026/03/09
UR  -  http://dx.doi.org/10.1723/2968.29764
N2  -  Molte patologie complesse tra cui malattie autoimmuni, malattie cardiovascolari, malattie del neurosviluppo e alcune forme di cancro, presentano una deviazione del rapporto tra i sessi; le malattie autoimmuni sono caratterizzate, ad esempio, da una maggior prevalenza femminile, che per alcune malattie, come il lupus eritematoso sistemico, arriva anche all’80%. Si ritiene che in molti casi la suscettibilità a queste malattie possa insorgere precocemente nel corso della vita, in accordo con la teoria della DOHaD, secondo cui la suscettibilità negli adulti a diverse malattie complesse verrebbe determinata precocemente durante l’embriogenesi in conseguenza dei diversi stimoli ambientali a cui è sottoposto il feto.I due più noti meccanismi epigenetici coinvolti nella determinazione delle differenze di genere sono l’imprinting genomico e l’inattivazione di uno dei due cromosomi X nelle femmine di mammifero. L’imprinting genomico interessa i mammiferi euteri e consiste nel conferire ad una sottoclasse di loci omologhi (geni imprinted, come IGF2), un’espressione monoallelica specifica rispetto al genitore da cui sono ereditati. Il processo risulta dunque fondamentale per il corretto sviluppo del feto e, nell’uomo, la perdita di imprinting delle regioni differenzialmente metilate è causa di patologie come le sindromi di Silver-Russell, Angelman e Prader-Willi.Il cervello sta emergendo come uno dei più importanti bersagli dell’imprinting genomico. Molti disturbi del neurosviluppo potrebbero originarsi da alterazioni dell’imprinting durante lo sviluppo del cervello fetale o perinatale, con diversa influenza su maschi e femmine.L’inattivazione casuale di uno dei due cromosomi X nelle cellule delle femmine durante l’embriogenesi precoce rappresenta un ben noto meccanismo epigenetico di regolazione genica. Una spiegazione per la prevalenza del genere femminile nelle malattie autoimmuni vede coinvolta un’inattivazione preferenziale di uno dei due cromosomi X. L’inattivazione di uno dei due cromosomi è però spesso incompleta e oltre il 15% dei geni X-linked sfugge all’inattivazione. Analisi a livello genomico stanno rivelando, per i geni che sfuggono all’inattivazione, ruoli importanti in un numero crescente di patologie. Sul cromosoma X sono presenti anche molti miRNA e alterazioni del normale pattern di attivazione di questi miRNA, o perché sfuggono al silenziamento o perché coinvolti in inattivazione preferenziale dell’X, potrebbero influenzare la regolazione genica mediata dai miRNA e determinare risposte genere-specifiche.È probabile che l’espressione di geni specifici legati a malattie complesse possa essere modificata da vari meccanismi influenzati dal genere e anche da fattori ambientali, probabilmente agendo in finestre temporali critiche, nel corso della gravidanza materna, con conseguente alterazione della programmazione fetale.
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